Il ritorno di Zoogoneticus tequila: una storia di successo nella conservazione

Dopo la sua estinzione in natura il goodeide Zoogoneticus tequila è stato reintrodotto con successo nel suo ambiente naturale. Scopriamo insieme la sua storia!

Zoogoneticus tequila cover

 Lorenzo Tarocchi  15 Dicembre 2024

Chi è Zoogoneticus tequila?

Coppia di Zoogoneticus tequila Teuchitlán , Ph Frank Kroenke Fonte:Goodeid Working Group

Zoogoneticus tequila Webb & Miller 1998, Tequila Splitfin per gli anglofoni, è un pesce d’acqua dolce endemico del Messico, appartenente alla famiglia Goodeidae. Con il suo vivace colore arancione portato sulla pinna caudale dei maschi e il ciclo riproduttivo tipico della sua famiglia (sono pesci vivipari, ne abbiamo parlato QUI), rappresenta una delle specie più iconiche ed a rischio del bacino del fiume Teuchitlán.

Questo piccolo pesce (raggiunge gli 8 cm negli esemplari femminili) è un simbolo di speranza per la conservazione delle specie estinte in natura.

L’habitat naturale di Zoogoneticus tequila

Mappa areale Z. tequila, Fonte: Ramírez-García, Arely & Ramírez-Herrejón, Juan Pablo & Nava, Martina & Hernández-Morales, Ruben & Domínguez-Domínguez, Omar. (2017). Reproductive biology of the invasive species Pseudoxiphophorus bimaculatus and Poecilia sphenops in the Teuchitlán River, México. Journal of Applied Ichthyology. 34. 10.1111/jai.13543.

Lo Zoogoneticus tequila viveva originariamente nel fiume Teuchitlán, situato nello stato di Jalisco, in Messico. Questo corso d’acqua, alimentato da sorgenti naturali, presentava acque limpide e una straordinaria biodiversità. Tuttavia, nel tempo, l’introduzione di specie invasive, l’inquinamento idrico e le alterazioni dell’habitat hanno compromesso l’ecosistema. Di conseguenza, nel 2003, appena una dozzina di anni dopo la sua scoperta, la specie è scomparsa dal suo ambiente naturale ed è stata dichiarata estinta in natura.

Habita della specie, Ph Omar Dominguez, Fonte: Ramírez-García, Arely & Garcia, Gerardo & Koeck, Michael & Lyons, John & Domínguez-Domínguez, Omar. (2020). Reintroducing Zoogoneticus tequila, the tequila splitfin. 9. 10-20.

Perché il Tequila Splitfin è stato dichiarato estinto in natura?

Negli ultimi decenni, il declino dello Z. tequila è avvenuto a causa di diversi fattori che hanno progressivamente compromesso il suo habitat naturale. In particolare, tre elementi principali hanno accelerato la sua scomparsa:

  • Presenza di specie invasive: l’introduzione di pesci come il molly (Poecilia sphenops), la tilapia (Oreochromis sp.), il portaspada (Xiphophorus helleri) e la carpa (Cyprinus carpio) ha ridotto le risorse disponibili per le specie native, mettendo in difficoltà lo Z. tequila.
  • Inquinamento: il deflusso di fertilizzanti e pesticidi ha progressivamente deteriorato la qualità dell’acqua del fiume Teuchitlán, compromettendo le condizioni necessarie alla sopravvivenza della specie.
  • Distruzione dell’habitat: l’estrazione di acqua per l’agricoltura, le attività umane e la costruzione di dighe hanno frammentato il fiume, rendendo sempre più difficile la sopravvivenza delle specie autoctone.

Questi fattori, combinati tra loro, hanno portato all’estinzione in natura dello Z. tequila, rendendo necessarie azioni di conservazione per il suo recupero.

Xiphophorus helleri, Ph Giacomo Ulbano
Cyprinus carpio
Cyprinus carpio, Ph Nicola Fortini
Tilapia
Tilapia, Oreochromis sp. Ph Lorenzo Tarocchi
Platy
Platy, Xiphophorus maculatus Ph. Lorenzo Tarocchi

Il ruolo della conservazione ex situ

Grazie al progetto Fish Ark, avviato nel 1998 dall’Universidad Michoacana de San Nicolás de Hidalgo, Z. tequila è stato allevato con successo in cattività. Gli esemplari sono stati donati da un appassionato acquariofili inglese, Ivan Dibble, e mantenuti in stagni, simulando condizioni naturali portando la popolazion da 80 individui nel 2012 a oltre 10.000 nel 2016. Questo approccio ha permesso di preservare la specie e raccogliere informazioni importanti su comportamento, dieta e riproduzione.

Il ruolo della conservazione ex situ

Grazie al progetto Fish Ark, avviato nel 1998 dall’Universidad Michoacana de San Nicolás de Hidalgo, Z. tequila è stato allevato con successo in cattività. In particolare, gli esemplari, donati dall’appassionato acquariofilo inglese Ivan Dibble, sono cresciuti in stagni che simulavano condizioni naturali. Questo approccio ha permesso di aumentare la popolazione da 80 individui nel 2012 a oltre 10.000 nel 2016, garantendo al contempo la raccolta di informazioni preziose su comportamento, dieta e riproduzione della specie.

Come è avvenuta la reintroduzione del Tequila Splitfin?

Il progetto di reintroduzione ha preso il via nel 2014 con studi approfonditi sul fiume Teuchitlán per individuare i siti più adatti. Successivamente, nel 2016, i primi 80 esemplari sono stati rilasciati in natura durante il Día de los Muertos, un gesto simbolico per rappresentare il “ritorno dai morti” della specie. I risultati sono stati sorprendenti: dopo soli sei mesi, la popolazione ha iniziato a riprodursi, con la presenza di individui non marcati nel sito.

Per garantire il successo del progetto, sono stati necessari tre interventi fondamentali:

  • Riduzione delle specie invasive: migliaia di pesci esotici sono stati rimossi dal fiume.
  • Monitoraggio ambientale: gli esperti hanno analizzato la qualità dell’acqua, la presenza di parassiti e le interazioni tra specie.
  • Educazione ambientale: la comunità locale ha partecipato ad attività di sensibilizzazione e monitoraggio.

I risultati: una popolazione stabile

Oggi Z. tequila non solo è sopravvissuto, ma ha anche iniziato a ripopolare il proprio habitat naturale. Inizialmente, la popolazione ha registrato una crescita del 50% annuo, per poi stabilizzarsi in un ecosistema equilibrato. Inoltre, gli studi condotti tra il 2015 e il 2019 hanno evidenziato tre aspetti chiave:

  • Una dieta generalista, composta principalmente da crostacei e larve di insetti.
  • Una riproduzione costante, con picchi tra febbraio e aprile.
  • Una qualità dell’acqua sufficiente a supportare una comunità ittica diversificata.

Perché il successo della reintroduzione di Zoogoneticus tequila è rilevante?

Esemplari di Z. tequila allevati in acquario. Ph Giovanni Tertulliani

Il progetto di reintroduzione di Zoogoneticus rappresenta un esempio di conservazione efficace, poiché dimostra che è possibile riportare una specie estinta in natura al suo habitat originale. Di conseguenza, questo successo ha ispirato altre iniziative, come la reintroduzione dello Skiffia francesae e dell’Ameca splendens, contribuendo così a rafforzare la biodiversità del fiume Teuchitlán.

Di Skiffia francesae ne abbiamo parlato in QUESTO articolo.

 Per saperne di più:

https://www.academia.edu/10221701/Threatened_Fishes_of_the_World_Zoogoneticus_tequila_Webb_and_Miller_1998_Goodeidae

https://goodeidworkinggroup.com/Zoogoneticus-tequila

https://www.researchgate.net/publication/321103481_Reproductive_biology_of_the_invasive_species_Pseudoxiphophorus_bimaculatus_and_Poecilia_sphenops_in_the_Teuchitlan_River_Mexico

https://www.ecoamericas.com/issues/article/2022/1/EBB4E930-38F5-4F2D-A257-B45D729C9A30

https://www.reversethered.org/stories/tequila-splitfin

https://www.goodeidworkinggroup.com/sites/default/files/teuchitlan%20noviembre%202018-Completa_4.pdf

https://www.researchgate.net/publication/343827155_Reintroducing_Zoogoneticus_tequila_the_tequila_splitfin